Dibattito che sostiene le proposte federaliste:

Introduzione

L’evento si inserisce nell’ambito delle attività svolte dalla sezione del Movimento Federalista Europeo di Castelfranco Veneto presso il Liceo “Giorgione” di Castelfranco Veneto. Esso si colloca dopo un percorso formativo che ha avuto come tema la salute vista sotto la prospettiva delle nuove “dimensioni” determinate dalla recente pandemia. Un ambito a cui una nuova Europa politica dovrà dare risposte è anche quella della salute pubblica, fin ora completamente appannaggio degli stati nazionali, soprattutto a fronte di eventi che travalicano ampiamente la dimensione locale e nazionale e a cui occorre dare delle risposte adeguate. Da subito gli stati nazionali hanno mostrato tutti i limiti possibili nel gestire il problema, a partire dalla fornitura di mascherine, per finire alla somministrazione dei vaccini e alle definizione di accordi per gestire la circolazione delle persone. I cittadini europei hanno compreso che almeno un coordinamento europeo non è solo auspicabile ma, anzi, necessario. Per far ciò occorre però una nuova fase nei rapporti tra gli stati europei che devono, anche su questo piano, conferire spazi di sovranità alla UE.

Il momento finale del percorso, che si concretizzerà nell’incontro di sabato 29 maggio, darà agli studenti della classe 3 BSA – Scienze Applicate l’occasione di analizzare la situazione e discutere su possibili soluzioni alternative rispetto a come il problema è stato affrontato, nella consapevolezza che – come affermano molti esperti – a questa potrebbero seguire altri eventi simili.

Relazione evento

Contesto, finalità, oggetto e struttura/metodologia dell’evento. L’attività si inserisce in un percorso che nell’ambito dell’Educazione civica ha dato molto spazio alle attività europeistiche, svolte in collaborazione tra gli insegnanti del liceo “Giorgione” e i militanti del Movimento Federalista Europeo. La finalità dell’evento è duplice: per un verso concludere un lavoro sul tema della pandemia, inteso a sviluppare sensibilità e strumenti di analisi della situazione che ha coinvolto in modo particolare i giovani; dall’altro utilizzare le nuove forme di relazione e di intervento, com’è la piattaforma https://futureu.europa.eu/. L’evento ha poi dato modo agli studenti di lavorare in vista di una prospettiva che dia spazio alle loro opinioni e al loro protagonismo in prospettiva europea. Per quanto attiene alla metodologia, l’evento si è svolto dopo un percorso di approfondimento. I conduttori dell’attività hanno poi proposto tre questioni: 1. La pandemia e le difficoltà degli stati nel dare risposte ai cittadini. Cosa è mancato, cosa non ha funzionato?; 2. Quali sono state le conseguenze sociali della pandemia? A quali di queste conseguenze gli stati non hanno saputo dare risposte adeguate?; 3. Quale potrebbe essere un ruolo efficace dell’Unione Europea in questo ambito?. Sulle menzionate questioni si è lavorato utilizzando la tecnica del brainstorming.

Numero e tipo di partecipanti presenti. Oltre a due docenti ha partecipato una classe di terza Liceo Scienze applicate (3 BSA) composta da 17 studenti. Una docente e un docente e 17 studenti (6 femmine 11 maschi). Sei alunni di 17 anni, 10 alunni di 16 anni, 1 alunna di 18 anni.

Principali materie oggetto di discussione durante i laboratori/seminari/assemblee. Il lavoro ha preso in considerazione quanto si è verificato a seguito della pandemia da un punto di vista sociale, culturale, economico, nella prospettiva di comprendere i nodi critici.

Principali idee suggerite dai partecipanti. Visto che l’ambito sanitario non è competenza della UE e visto che una pandemia come quella in corso (e gli esperti affermano che potrebbero essercene altre nel futuro) deve avere anche una risposta complessiva, coordinata ed efficace, che, come si è verificato, gli stati nazionali non possono sempre dare, si propone un percorso che porti ad un accordo (un trattato) dove gli stati cedano alcuni ambiti di competenze alla UE. In particolare: 1. Che venga creato un Alto commissario per le questioni sanitarie a “dimensione” sovranazionale; 2. Che questo nuovo “ministero” abbia adeguata capacità di spesa; 3. Che possa coordinare le sanità nazionali, anche imponendo scelte univoche quando necessario; 4. Che possa coordinare in modo efficace – anche finanziando – la produzione di vaccini o altro da parte dell’industria europea. Infine, preso in considerazione l’articolo 35 della Carta dei diritti europea (Articolo 35 – Protezione della salute – “Ogni individuo ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali. Nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana”) si ritiene che debba essere riformulato inserendo alcuni concetti importanti: -che le “legislazioni e prassi nazionali” siano rese il più possibile uniformi, imponendo agli stati di adeguarsi a degli standard comuni; che questi standard siano definiti a livello europeo da un ente costituito ad hoc; che il diritto alla salute sia effettivamente universale per tutti coloro che vivono sul suolo europeo, a prescindere dall’avere o meno la cittadinanza europea.

L’atmosfera generale e il follow-up atteso. L’atmosfera è stata di ottima partecipazione e di grande attenzione da parte di tutti. La discussione è stata proficua. Gli studenti hanno apprezzato il fatto che le loro idee, attraverso la piattaforma, possano avere un peso nell’ambito degli argomenti di discussione alla Convenzione per il futuro dell’Europa.

Riepilogo scritto. Alla prima questione I partecipanti hanno sottolineato le maggiori criticità emerse con l’arrivo della pandemia: una prima sottovalutazione di quanto stava avvenendo in Cina (da parte dei mezzi d’informazione soprattutto); del fatto che le informazioni non sono sempre sono state univoche e chiare; l’iniziale mancanza di strumenti semplici, quali mascherine, test, presidi medico-sanitari in genere, strumenti per la rianimazione; il fatto di essere dipendenti per la fornitura dei vaccini dalle grandi industrie mondiali; si è colto una notevole difformità nelle prassi da parte dei diversi paesi europei (chi ha molto sottovalutato e a puntato all’immunità di gregge e chi ha cercato di dare risposte più forti e organizzate). Sulla seconda questione, ovvero sulle conseguenze sociali, si è sottolineato gli effetti pesanti (non solo in termini di mortalità) sugli anziani; in seconda battuta si ritiene che i giovani abbiano dovuto subire una situazione che da un lato li ha provati della scuola come luogo di confronto diretto e dall’altro delle relazioni con i loro coetanei. La situazione, soprattutto durante il lockdown più pesante, ha determinato un attenuarsi, se non un venir meno, degli “stimoli”, traducendosi ciò in comportamenti alimentari, nella gestione del tempo e delle attività non sempre proficuo e sano. Ovviamente hanno avuto molto spazio anche le considerazioni relative ai costi economici, soprattutto per alcune categorie sociali, della pandemia. Infine, per quanto riguarda il terzo punto si riporta quanto proposto alla voce “Principali idee suggerite…”.

Le proposte che i partecipanti hanno accettato di presentare. Il gruppo di discussione propone quindi: -Una cessione di sovranità degli stati alla EU sul tema della salute e della medicina, creando un’autorità preposta a gestire tutte le questioni e i problemi che abbiano “dimensione” europea; -Rivedere e riformulare quanto scritto sulla Carta europea dei diritti, precisando e implementando l’articolo 35.

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